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Chroma key
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top
A seconda del colore, è anche detto mwewmwfagreen screen o mwfqmwfgblue screen (in italiano, rispettivamente, mwfwsfondo verde o mwgasfondo blu). Con questa tecnica si può rimuovere il colore di sfondo della prima immagine e sostituirlo con qualsiasi altra immagine.
Gli mwggeffetti speciali basati su questo principio sono l'effetto di mwgwkeying, come la chiave di luminanza e l'effetto mwhgmwhwmatte.
Contents
• Uso
• Note
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Descrizione e caratteristiche
Il chroma key era, in origine, un apparato separato dal mixer video, poi integrato nel mixer stesso. Il chroma key riceve il segnale video RGB da una telecamera, che inquadra il soggetto da porre in primo piano con un panno verde o blu dietro, e genera un segnale di chiave. Il video composito della telecamera e il segnale di chiave vanno al mixer video, che "buca" l'immagine della telecamera in corrispondenza dello sfondo grazie al segnale di chiave e sovrappone il soggetto che rimane a un altro segnale di sfondo. Ai tempi del video composito, al suo posto venivano usati i tre segnali R, G e B perché erano molto più definiti e senza l'interferenza della sottoportante colore, ottenendo un taglio molto più pulito. Il chroma key con il videocomposito era anche possibile, ma era accuratamente evitato dalle emittenti broadcast per ottenere la massima qualità.
La scelta del colore verde o blu del panno per il chroma key dipende dall'abbigliamento del soggetto: Il blu si stacca meglio dall'incarnato, ma non può essere usato se il soggetto veste di blu o ha qualcosa di blu nell'abbigliamento, altrimenti ciò che è blu verrebbe bucato come il panno di sfondo. Per ottenere un buon chroma key il soggetto deve essere illuminato sufficientemente e abbastanza uniformemente; lo sfondo colorato deve essere ben teso e deve avere un'illuminazione perfettamente uniforme, senza ombre, in modo da poter alzare il "gain" del chroma key ottenendo l'effetto solo una ristrettissima gamma di colori, interferendo il meno possibile sul resto dell'immagine. Il chroma key classico, analogico, infatti, produce il segnale di chiave combinando linearmente i segnali RGB della telecamera con dei segnali prodotti da un generatore seno-coseno in grado di coprire ogni colore. Esistono anche pannelli autoilluminanti, retroilluminati, ma sono spesso più critici per i riflessi sul soggetto.
Nel chroma key è anche presente lo spectra matte, che produce un colore esattamente opposto a quello selezionato sul chroma key (per esempio, magenta per uno sfondo verde), che viene dosato accuratamente per cancellare i riflessi dello sfondo sul soggetto.
Un uso classico, per esempio, sono le previsioni del tempo, in cui il meteorologo appare davanti allo sfondo della situazione meteorologica. Negli mwjganni '90, il comico italiano mwjwTeo Teocoli utilizzava questo effetto in maniera volutamente errata nelle sue gag in cui interpretava l'esperto di mwkacalcio mwkqnapoletano Felice Caccamo, venendo ripreso in chiave cromatica con un panorama di Napoli come sfondo e indossando una cravatta del colore chiave, che veniva "bucata" dal chroma key.
Uso
Il chroma key si usa per ambientare soggetti e oggetti su sfondi mwlavirtuali, aggiunti successivamente, che possono essere di due tipi:
1. sfondi di materiale girato in precedenza;
2. materiale elaborato completamente in digitale, con l'ausilio della mwmagrafica computerizzata (il più diffuso attualmente).
In quest'ultimo caso lo sfondo può essere statico, come durante le previsioni del tempo, oppure può essere calcolato dinamicamente, in base al movimento della camera che riprende il soggetto in primo piano, dando l'illusione di una scenografia virtuale o di uno studio televisivo tridimensionale, completamente virtuale.cite-ref-2[2]
Colori dello sfondo
La tecnica del chroma key ebbe una prima versione con lo sfondo blu (mwpablue screen) grazie al quale alle scene con gli attori venivano integrate scene girate altrove. A partire dal 1970 il mwpqblue screen è stato gradualmente sostituito dal mwpggreen screen (codice colore: verde mwpwPantone 354), più adatto alle telecamere digitali.
Realizzazione tecnica
Per rendere efficace il risultato di questa tecnica sono necessari alcuni accorgimenti, tra cui:
• l'illuminazione del chroma di sfondo e del soggetto devono essere separate;
• l'illuminazione del chroma di sfondo deve essere omogenea, in modo che il colore risulti omogeneo;
• le ombre del soggetto in primo piano non devono finire sulla porzione di colore di sfondo (chiave) presente nell'inquadratura;
• il soggetto dovrà preferibilmente avere un diaframma differente rispetto al chroma al fine di distaccare meglio il soggetto dal fondo.;
• per evitare il fastidioso effetto di mwsgfringing o mwswcolor spill (lmwta'imperfetto scontornamento dei bordi del soggetto, molto frequente nelle persone con capelli biondi o bianchi) è utile usare una sorgente di controluce "a pioggia".
Le tecniche ideali per realizzare un totale con colore chiave sono due, diametralmente opposte:
• La prima tecnica richiedeva una camera a 3 ccd con ottica "normale". Oggi si riesce a realizzare un chroma key con qualunque ottica, basta avere una buona quantità di informazioni (dal Full HD, 2K, 4K in poi) e conformare lo sfondo sostituito come se fosse filmato dalla medesima ottica, una parete dipinta di verde, 4 proiettori disposti ad arco a circa due metri di distanza dalla parete, posizionati sulle mwugamericane e puntati ad incrocio (quello di estrema destra punta a sinistra, quello di estrema sinistra punta a destra ecc.), un proiettore da 600 W puntato sul soggetto frontalmente a 45 gradi verso l'alto, in modo che l'ombra sia lunga quanto il soggetto, e un proiettore da 600 W smerigliato con una full come controluce.
• La seconda è più semplice. Richiede sempre una buona telecamera con una buona ottica e consiste nel saturare l'ambiente in modo omogeneo con un bagno di luce al neon. Inconveniente di questa tecnica è la perdita di alcune frequenze colorimetriche sul soggetto.
Il chroma key nel cinema
Nel cinema la tecnica del colore chiave è stata usata in passato soprattutto per film a basso costo, per via dei suoi grossi limiti qualitativi:
• anche in condizioni ideali non è abbastanza preciso nel ritagliare i bordi delle immagini, che cambiano leggermente da un fotogramma all'altro, dando luogo ad un fastidioso tremolio;
• impone al soggetto in primo piano un'illuminazione piatta, con perdita di spessore e tridimensionalità;
• è necessario adottare criteri particolari per l'illuminazione delle scenografie, spesso sacrificandole, perché l'immagine del soggetto possa fondersi in modo convincente con lo sfondo.
Per tutte queste ragioni questa tecnica viene solitamente usata per fondali lontani, di contorno o contesto, in secondo piano (o oltre) rispetto ad elementi reali che riempiono un primo sfondo della scena, più a fuoco e meno in contrasto con la precisione di bordo.
Note
cite-note-11. ↑ mwzqmwzgDizionario di Informatica: Inglese/Italiano, Tecniche Nuove, ISBN 978-88-481-6913-4]
cite-note-22. ↑ mwawmwbamwbqPROFESSIONE SCENOGRAFO. LEZIONE N. 26 Come si “fabbrica“ al computer una scenografia virtuale?, su mwbgraiscuola.rai.it. mwbwURL consultato il 6 febbraio 2019 mwca(archiviato dall'mwcqurl originale il 7 febbraio 2019).
Voci correlate
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Collegamenti esterni